Dal naked yoga al naked sushi
In Oriente si chiama Nyotaimori e Nantaimori. In America lo hanno definito Naked Sushi. O Body Sushi. La traduzione americana la sa lunga perché si tratta di una curiosa pratica gastronomica secondo la quale il sushi viene mangiato su corpi nudi maschili e femminili.
La donna o l’uomo, a seconda delle preferenze di sesso, affrontano lunghi rituali di depilazioni, training per imparare a rimanere immobili, lavaggi e doccia fredda finale per portare il corpo alla temperatura ideale del sushi. Dopodiché si sdraiano su un tavolo elegantemente decorato, naturalmente come la mamma e il papà li ha partoriti. Vengono ricoperti nelle parti centrali del corpo da coreografiche foglie e fiori sulle quali sono adagiati sushi e sashimi, piatto tipico giapponese.
Ai commensali, il compito di degustare con le tradizionali ohashi, le bacchette, le invitanti pietanze.
Ma è davvero così stuzzicante banchettare attingendo da un addome maschile o dal fianco di una donna mai conosciuti? Sembra che alletti il gusto del cibo che, posato sul corpo, raggiunge la stessa temperatura del corpo, oltre al sapore del proibito e al fascino della novità. Anche se di novità proprio non possiamo parlare perché tale attività culinaria è in auge fin dagli anni novanta, e come tutte le stravaganze, si acquietano per poi tornare di moda.
In Italia va alla grande e ci sono molti locali nelle città storiche che offrono questo servizio.
Decisamente costoso.
Circa la provenienza, lasceremmo da parte discorsi storici specifici e tradizioni giapponesi, in quanto si tratta semplicemente di business per arricchire le tasche di chi di soldi già ne ha molti in favore di chi è sempre in cerca di eccentricità. Tanto per rimanere in tema, Hiroshi Tsunoda ha fiutato un vero affare con la creazione dei suoi Bodylicious, piatti a dir poco pittoreschi che rappresentano corpi nudi in versione maschile e femminile su cui poggiare i l cibo e proiettare i propri desideri.
Roberta Paoletti @fallosapere





